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Entro il 2011 nascerà a Torino il "Polo Reale"

Con un investimento di 100 milioni di euro, entro il 2011, si avrà il rilancio dei regi musei che formeranno il "Polo Reale" di Torino, che si ritiene attirerà almeno 350 mila visitatori l'anno. Riunirà in un unico complesso Palazzo e Giardini Reali, Cappella della Sindone, Biblioteca e Armeria Reale, Museo di Antichità, più la Galleria Sabauda, che raddoppierà gli spazi nella Manica Nuova della Reggia.
"E' un progetto strategico per Torino e il Paese" assicura Turetta, direttore regionale ai Beni Culturali "Parte da cantieri che già dispongono di 55 milioni stanziati dallo Stato. La Compagnia di San Paolo vi ha aggiunto 800 mila euro per restaurare Palazzo Chiablese, mentre la Fondazione Crt ha speso un milione e mezzo per l'Armeria Reale. Serviranno altri 32 milioni per il trasferimento della Galleria Sabauda". "Alcuni cantieri sono già aperti" sottolinea il Soprintendente Francesco Pernice "Le opere a Palazzo Chiablese sono avanzate. Gli interventi per riaprire l'intero Palazzo Reale sono compiuti al 60 per cento e quelli che faranno risorgere la Cappella della Sindone hanno realizzato il 40 per cento degli obiettivi". L'architetto Stefano Trucco specifica come il primo intervento "darà accesso a Palazzo Chiablese, che donerà gli spazi già dal Museo del Cinema alle biglietterie e al book-shop". Un secondo intervento è previsto dietro il campanile del Duomo, a fianco della piramide di vetro che copre i resti della chiesa di San Salvatore dove si arrederà lo spazio con un dehors di servizio all'elegante caffetteria già operativa nel torrione Frutteria di Palazzo Reale, mentre il secondo piano della Reggia sarà riservato alle grandi mostre e agli eventi internazionali. "A gennaio - specifica Trucco - partirà il progetto esecutivo. Le opere potrebbero essere appaltate entro il 2007, per finire l'allestimento nel 2010".

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Riaperte le catacombe di Santa Lucia a Siracusa

Ha riaperto al pubblico la catacomba di Santa Lucia a Siracusa, il cimitero sotterraneo paleocristiano cui si accede dalla chiesa di Santa Lucia al Sepolcro. Nonostante si tratti di una parziale apertura del sito, l'area costituita dalle catacombe di San Giovanni, Vigna Cassia e Santa Lucia nella città siciliana costituisce il complesso cimiteriale più importante dopo Roma. Durante il lunghissimo periodo che va dal III secolo d.C. all'età normanna, la catacomba ha subito notevoli modifiche; era un luogo molto conosciuto tra gli antichi scrittori, ma con il tempo se ne è persa la memoria. Oggi la catacomba appare spogliata dai numerosi saccheggi, rimane qualche resto degli affreschi che decoravano l'ambiente e alcuni iscrizioni. Nella parte nord-est sono state rinvenute decorazioni e soprattutto un grande coperchio in marmo inciso.

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Riapertura della Domus Aurea

La Domus Aurea di Roma tornerà visitabile per i pubblico dal 30 gennaio 2007 dopo un anno di chiusura, anche se con un percorso ridotto rispetto a quello che è stato accessibile prima della chiusura. Per gli interventi più urgenti sono stati stanziati 800mila euro della Protezione civile, ai quali vanno ad aggiungersi 3 milioni di euro che consentiranno la prosecuzione dei rilievi sulle strutture, dei restauri, degli studi sugli affreschi a rischio di rovina a causa dei mutamenti climatici ai quali sono stati esposti dopo la riscoperta del monumento e la sua parziale apertura al pubblico. Già dal 30 gennaio i visitatori potranno utilizzare i ponteggi del restauro per un percorso protetto lungo 200-300 metri all’interno dell'importante monumento, che raggiunge solo 15 delle 35 sale aperte prima dell’interruzione per i lavori di consolidamento. Le infiltrazioni d’acqua, le radici degli alberi del parco, le bucature e i danneggiamenti secolari hanno reso la Domus Aurea un bene prezioso ma fragile. Nei prossimi mesi si effettueranno le indagini per tutta l’area orientale, intorno alla sala ottagonale, mentre nel 2007 si aprirà la terza galleria che parte da quella sala, che verrà usata come uscita per il pubblico. Un intervento delicato è quello dei restauri degli affreschi delle volte che hanno perso molto del loro splendore, attaccati da muffe e umidità. Infine, si inizierà tutta l’impermeabilizzazione della Domus Aurea dalla superficie di vegetazione che la sovrasta, che ha uno spessore da uno a quattro metri.

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Pericolo di crollo per il Foro di Nerva a Roma

II Tempio di Minerva, nel Foro di Nerva, rischia di crollare a causa delle condizioni in cui si trova una delle due colonne che sostengono l'alto fregio. Le due colonne col vicino podio, con il fregio e la statua di Minerva, rappresentano tutto ciò che ci resta del monumento più rilevante dell'intero Foro di Nerva, il tempio di Minerva. Il piccolo Foro di Nerva iniziato da Domiziano e portato a termine dall'imperatore Nerva nel 97 d.C. era lungo 150 metri ma largo solo 45, ricavato com'era in uno spazio ristretto dagli altri Fori. Le "Colonnacce", così viene chiamato comunemente il monumento, furono oggetto di un restauro dei primi anni '80 e già cerchiate per garantirne la tenuta e versano da tempo in condizioni non ottimali. Quella più vicina all'antica Suburra mostra vistose crepe nella parte superiore, ma a creare apprensione è soprattutto l'altra, in apparenza in stato meno precario ma che sta sprofondando nel terreno su cui poggia la colonna. Sopra le "Colonnacce" e i loro capitelli poggia un grande fregio che ritrae in un bassorilievo Minerva e scene di lavori femminili e, superiormente, c'è una grande statua di Minerva. L'intera struttura è vicinissima alla via dei Fori Imperiali, separata soltanto da una balaustra.

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Riaperto il Museo Gonzaga a Reggio Emilia

Dopo dieci anni di chiusura per restauri, in seguito ai danni causati dal terremoto del 1996, riapre al pubblico presso l’antica Rocca di Novellara, a Reggio Emilia, il Museo Gonzaga.
Il Museo Gonzaga è situato in un antico appartamento nobiliare cinquecentesco, le cui sale conservano ancora soffitti a cassettoni decorati, fregi attribuiti ad allievi di Lelio Orsi e camini in marmo veronese ed espone una ricca collezione di affreschi, dipinti, arazzi, terrecotte, che coprono un periodo che va dal XIII al XIX secolo. Il percorso è concluso da una serie di ritratti ottocenteschi e da una sala conferenze appena restaurata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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