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Parte da Catania la riscoperta dei castelli siciliani CATANIA - Un percorso affascinante tra passato e futuro, tra manieri medievali e viaggiatori dei nostri tempi. I castelli siciliani offrono oggi grandi opportunità di sviluppo economico. Della necessità di valorizzarli all’interno di un progetto culturale si è parlato questa mattina a Catania con l’assessore regionale Lino Leanza, il sindaco di Acicastello Silvia Raimondo e il presidente dell’Istituto dei castelli Giovanni Ventimiglia di Monteforte nel corso della presentazione del convegno internazionale di studi “Le fortificazioni nell’area mediterranea e turismo relazionale” - promosso dalla sezione siciliana dell’Istituto italiano dei castelli con Europa Nostra, l’assessorato regionale ai Beni culturali, la Fondazione Banco di Sicilia - che si terrà giovedì 30 novembre e venerdì 1 dicembre allo Sheraton di Acicastello (CT), occasione in cui sarà costituita la Federazione delle organizzazioni di tutela del patrimonio fortificato dei Paesi mediterranei “Mediterraneo Nostro”. “Salvaguardia del patrimonio ed economia devono camminare insieme - ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e Pubblica istruzione Lino Leanza - i nostri monumenti devono essere tutelati, valorizzati e promossi, ma il punto più importante e forse più difficile è la loro gestione, cioè quello sviluppo economico che porta lavoro, turismo, opportunità. Viviamo in una terra magica, con un bagaglio enorme di storia e cultura che deve essere fruito dai nostri ragazzi perché non solo sui libri, ma anche nella realtà possano scoprire le tracce del nostro passato”. L’assessore, dopo aver sottolineato l’importanza delle sollecitazioni che arrivano dalle associazioni alla pubblica amministrazione “per costruire insieme un percorso integrato”, ha anticipato la possibilità di creare, anche grazie a fondi del Por, un percorso dei castelli “che potrebbe diventare sistema unendo cultura, turismo, territorio, enogastronomia di qualità”. Sindaco del Comune che possiede il castello “baluardo delle Aci”, Silvia Raimondo ha messo in luce l’importanza di “valorizzare la storia medievale, di legare il bene architettonico al suo passato, di avere lungimiranza e progettualità perché per molti comuni il riscatto è legata alla protezione dell’ambiente, al turismo e ai beni culturali, valorizzando la risorsa più importante che possediamo: la nostra storia”. “Conoscenza innanzitutto del proprio territorio, dei propri monumenti – ha detto Giovanni Ventimiglia di Monteforte, presidente delll’Istituto dei castelli – “che esiste da 40 anni, quando parlarne sembrava una bizzarria” – ma non ci può essere valorizzazione se non allarghiamo l’orizzonte e se non consideriamo i castelli non più come simbolo di guerra, ma di concordia e di sviluppo. Ecco perché costituiremo a Catania una federazione che riunisca il patrimonio fortificato di molti Paesi del Mediterraneo. Perché obiettivi, progetti e ambizioni siano per un circuito sempre più ampio”. 27/11/2006
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